Marzo 7, 2025
Il Parlamento Europeo ha approvato la nuova direttiva sulle emissioni degli edifici pubblici e privati, segnando un passo importante verso la decarbonizzazione del settore immobiliare. Con 370 voti favorevoli, 199 contrari e 46 astenuti, il testo introduce regole meno rigide rispetto alla proposta iniziale, garantendo maggiore flessibilità ai Paesi membri per attuare le ristrutturazioni necessarie. Ecco i punti chiave della direttiva.
A partire dal 2030, tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero. Per gli edifici pubblici, l’obbligo entrerà in vigore già dal 2028, spingendo verso una progettazione più sostenibile e l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale.
Il Parlamento Europeo ha approvato la nuova direttiva sulle emissioni degli edifici pubblici e privati, segnando un passo importante verso la decarbonizzazione del settore immobiliare. Con 370 voti favorevoli, 199 contrari e 46 astenuti, il testo introduce regole meno rigide rispetto alla proposta iniziale, garantendo maggiore flessibilità ai Paesi membri per attuare le ristrutturazioni necessarie. Ecco i punti chiave della direttiva.
La direttiva abbandona l’idea di classi energetiche armonizzate e punta su obiettivi di riduzione dei consumi:
Gli interventi promossi includono:
La direttiva stabilisce che i Paesi membri avranno tempo fino al 2040 per eliminare gradualmente le caldaie alimentate a combustibili fossili. Dal 2025, verranno aboliti tutti i sussidi per le caldaie autonome a gas. In parallelo, saranno introdotti incentivi per favorire la transizione verso sistemi di riscaldamento alimentati da energie rinnovabili.
Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la direttiva entrerà in vigore 20 giorni più tardi. I Paesi membri avranno due anni per adeguarsi, presentando alla Commissione Europea piani nazionali dettagliati che indichino come intendono raggiungere gli obiettivi di efficientamento.
La Commissione Europea stima che saranno necessari 275 miliardi di euro all’anno fino al 2030 per realizzare la transizione energetica del parco immobiliare. Questo rappresenta un incremento di 152 miliardi di euro rispetto agli investimenti attuali. Sebbene non siano previsti finanziamenti dedicati, i Paesi potranno utilizzare risorse europee come:
La direttiva europea sugli edifici rappresenta un passo cruciale per ridurre le emissioni e migliorare l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare. Con scadenze ambiziose e incentivi mirati, i Paesi membri saranno chiamati a investire in tecnologie sostenibili e a promuovere interventi di ristrutturazione per rispettare gli impegni presi.
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